martedì 24 maggio 2016

ATTIVATA SU ROUSSEAU “LEX ISCRITTI “LA DEMOCRAZIA DIRETTA NON E’ PIU’ UN SOGNO?

Nessuno ne parla, come se questa notizia che, avrà dei risvolti futuri importanti, non solo per il m5s, fosse marginale rispetto alle quotidiane  fanfaronate renziane: da alcuni  giorni,  è stata attivata sulla piattaforma  Rousseau la sezione “Lex iscritti “che segna un primo passo verso un percorso di democrazia diretta dal basso all’interno del movimento. 


Sarà infatti possibile, grazie a questo strumento,  ad ogni cittadino, con  competenze in vari settori, fare proposte di legge che,  se approvate, entreranno a far parte del programma del m5s e veicolate in parlamento.

Anche se non è,  come dichiarato enfaticamente dai portavoce, un fatto rivoluzionario “unico al mondo”, (la prima forza politica ad utilizzare uno strumento similare furono i Pirati tedeschi  con la  Liquid Feedback, software open-source sviluppato nel 2009,  dal Public Software Group a Berlin) è indubbiamente un evento di rilievo nel panorama politico italiano. Meriterebbe un minimo di attenzione in quanto è la prima piattaforma di introdotta in Italia, a livello nazionale, da una forza politica che consentirà forme di democrazia diretta attraverso la rete.

Tuttavia va anche detto che essa presenta alcune criticità di fondo: la prima impressione da parte di molti iscritti, che, come me,  seguono o si occupano da tempo di democrazia diretta attraverso la rete,   non sono del tutto positive. Il metodo ed il sistema adottato, rispetto a quello di altre piattaforme, ha puntato più su un processo selettivo basato su competenze individuali che sulla costruzione collegiale col supporto dell’intelligenza collettiva.

Inoltre,  non sono      ancor chiare le modalità della sua gestione,  ne’ c’è chiarezza e trasparenza sull’iter del processo, soprattutto SU CHI, E IN BASE A QUALI CRITERI, DECIDE QUALE SIANO LE PROPOSTE DI LEGGE "IDONEE" ad essere ammesse in un sistema  che, per altro, appare un po’ elittario data la non facilità di utilizzo da parte di chi non abbia competenze specifiche.

Si tratta in effetti  più che di un processo dal basso per la costruzione di programmi e proposte da tradurre in leggi, di un form, come detto,  complicato da compilare in alcune parti,  per i non addetti ai lavori . Soprattutto,  una volta inviata la proposta, non si capisce dove essa finisca, da chi sarà perfezionata e trasformata in testo di legge,  dove e quando sarà votata e, soprattutto, lascia perplesso il fatto che, almeno per ora,  non sia visibile agli altri iscritti, ne’ a chi l’ ha prodotta.Siamo insomma ancora lontani da un vero processo democratico di democrazia diretta.

Viene da chiedersi insomma  se non sarebbe stato meglio utilizzare altri sistemi, più semplici, più trasparenti, controllabili e democratici nella gestione, per altro già esistenti e in parte testati presenti oggi in rete.

Molta strada infatti è stata fatta, nel dibattito e miglioramenti tecnologico-informatici,  rispetto alle prime liquid feedback,  gia’ utilizzate, in alcune realtà locali , da gruppi di base del  m5s,  con le piattaforme più avanzate   di Airesis e soprattutto Parelon, dove , al contrario di Rousseau è possibile costruire proposte condivise, migliorandole  attraverso un confronto  collettivo e  trasparente di approfondimento. 
Mi auguro comunque che, col tempo, il sistema utilizzato su Rousseau, venga perfezionato ed ampliato e  sia solo il primo passo verso un miglioramento delle criticità accennate, anche perché una vera democrazia diretta per funzionare, oltre ad essere resa semplice nel processo ed utilizzo degli strumenti, con garanzie di gestione democratica e trasparente,  deve essere ben organizzata e strutturata, anche con l’utilizzo di altri strumenti di supporto, sia educativi che  di discussione ed approfondimento attraverso il confronto.

Tuttavia è anche innegabile che,  contrariamente a quello che hanno scritto tanti osservatori scettici o a volte in malafede, il grande sogno delineato da Roberto Casaleggio della pratica della democrazia diretta attraverso la rete, non era affatto utopia, in parte, pur con i limiti  descritti,  nel m5s è già una realtà .

Più in generale,  gli strumenti per praticarla all’interno di movimenti o partiti, già ci sono, il problema sarà semmai quello della sostenibilità, da sperimentare,  quando, in prospettiva essa verrà estesa ad un contesto più ampio.  Quando in futuro  milioni di individui verranno coinvolti in questo percorso è ovvio che, pur essendo la piattaforma strumento neutro, occorrerà verificarne la sua  funzionalità e sostenibilità.

APPENDICE

Chiudo  con l'elenco degli strumenti principali di democrazia diretta in rete attualmente attivi in Italia-Europa ed oltre:


EUROPA
http://dcentproject.eu
(Decentralised Citizens ENgagement Technologies) per
Barcellona - Madrid - Helsinki - Reykjavic
KOREA DEL SUD
http://www.wagl.net
NUOVA ZELANDA
http://www.Loomio.org






3 commenti:

  1. Era ora ottima notizia.

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  2. A me sembra l'ennesima presa per i fondelli da parte della Casaleggio ed associati, di tutti gli iscritti che speravano in un cambio di rotta di una gestione verticistica ed oligarchica in cui è ora impantanato il m5s.

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  3. Qui di democrazia diretta non c'è nulla è solo un form con la compilazione di voci assurde, con leggi che verranno decise solo da un gruppetto anonimo. Davvero desolante.

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