martedì 19 luglio 2016

M5S: IL TEMPO DI PASSARE DA UNA OLIGARCHIA SPARTANA ALLA DEMOCRAZIA ATENIESE.

La sconfitta politica alle amministrative sembra non aver insegnato nulla al pd e neppure ai media di sistema. Non passa giorno in cui la macchina mediatica del fango pidina non sputi qualche schizzo di fango sul m5s. Tecnica obsoleta che ormai, in un elettorato piu ' consapevole, non funziona piu'.


Forse per questo, ultimamente e'  sceso in campo Napolitano che, non soddisfatto dei danni gia' procurati al Paese e smentendo se stesso, si affanna ogni giorno per cercare di cambiare una legge elettorale da lui stesso prima auspicata e difesa.
Lascio giudicare ai lettori la coerenza ed onesta ' intellettuale di questo ex presidente cosiddetto emerito.
L'obiettivo, ormai palese a tutti, e' fermare, con ogni mezzo, l'avanzata del m5s. Insomma: non deve governare ne' ora, ne' mai. Possibilmente, secondo la logica di questi illuminati personaggi della prima seconda e terza repubblica, non dovrebbe neppure essere ammesso alle prossime elezioni politiche.

Il vero pericolo, per il m5s, non viene certo da questi attacchi prevedibili, ma e ' semmai
 quello di perdere la propria carica rivoluzionaria democratica e di trasformarsi in una sorta di partito gestito da una oligarchia di tipo spartano anziche' dal modello democratico ateniese, con quella democrazia diretta che fu il modello originario di riferimento. Oggi infatti  queste due antitetiche impostazioni politiche sembrano coesistere entrambe nel m5s che pure aveva fatto  della democrazia diretta uno degli aspetti rivoluzionari caratterizzanti e che, con l'introduzione recente di Rousseau e della sezione l'ex iscritti, ha trovato recentemente, sia pure con molti limiti,  una sua concretizzazione. Per la prima volta in Italia, ogni cittadino, iscritto al movimento, potra' infatti proporre leggi che, se approvate a maggioranza, verranno veicolate in parlamento.
Il primo caso si e' gia' verificato due giorni fa: http://www.ilblogdellestelle.it/con_rousseau_e_il_movimento_5_stelle_il_cittadino_entra_in_parlamento.html
Peccato che   quasi nessun giornale ne abbia parlato. Peccato anche, pero', che  la gestione di questi processi siano  nelle mani di quello staff che, come il direttorio, e' stato nominato dai garanti e non eletto democraticamente

La recente sentenza dei giudici di Napoli, che ha riammesso gli espulsi dal movimento, per quanto manipolata e strumentalizzata da media e partiti, con l'intento evidente di azzoppare la corsa del m5s verso il governo, offre ora  l'occasione al movimento di sanare queste contraddizioni interne, senza per questo trasformarsi, come vorrebbero gli avversari politici in un partito o rinunciare alle sue ferree leggi che ne hanno impedito la normalizzazione deleteria e la caduta nel trasformismo o nella corruzione che affligge invece la partitocrazia.

Contraddizioni che avevano un loro senso agli inizi per tenere unito il movimento, ma che ora si stanno rivelando controproducenti in prospettiva di un governo alternativo credibile del Paese.

Il modo per sanare  questa situazione, volendo essere coerenti,   mi pare per altro semplice e, da iscritto al m5s, mi auguro   che il direttorio stia valutando di procedere in tal senso introducendo dei cambiamenti che, a mio parere, dovrebbero mirare a:

- riscrivere, insieme alla base, nuove regole chiare e condivise;
- porre in votazione  la conferma o meno dell'attuale direttorio. Un voto  che, per altro, nella scelta  almeno nei suoi uomini di punta non dovrebbe riservare sorprese;
- stabilire criteri uniformi per la presentazione e selezione delle candidature nazionali e locali,  per evitare casi imbarazzanti come quelli di Milano e votazione che andrebbe fatta coinvolgendo tutti gli iscritti almeno nelle grandi citta';
- soprattutto eleggere tramite consultazione degli iscritti uno staff per la gestione del blog e della piattaforma condiviso dalla maggioranza della base;
-infine affiancare a Beppe Grillo altri garanti di fiducia eletti sempre dalla base che, ultimamente, non viene quasi piu' consultata;
- cessione da parte dello stesso Grillo del marchio al m5s, anche se, notizia di oggi, sembra che Grillo abbia provveduto cedendo pero' il marchio non al movimento ma al direttorio.

Questi, a mio parere, dovrebbero essere  i passaggi democratici necessari per rendere credibile l'azione futura  del m5s ed un governo davvero alternativo per l' Italia, smontando nel contempo tutte le critiche spesso usate strumentalmente dai suoi avversari e dai media ostili.












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